Michel de Certeau. Le voyage de l’oeuvre

Da giovedì 10 a sabato 12 si svolge a Parigi presso il Centro Sèvres dei gesuiti il convegno Michel de Certeau. Le voyage de l’oeuvre in memoria del 30° anniversario della morte di Certeau. Per l’occasione ci saranno anche degli interventi di alcuni membri del gruppo Prendere la Parola.

Presentazione di: Michel de Certeau Utopie Vocali

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In memoria del 30° anniversario della morte di Michel de Certeau

Michel de Certeau è scomparso il 9 gennaio 1986. Lo ricordiamo con alcune citazioni dai suoi scritti:

“Accettare la presenza reale dell’immigrato significa, in realtà, aprirgli un libero spazio di parola e di manifestazione in cui la sua cultura si offra alla conoscenza; vuol dire smettere di prendere in giro o disprezzare i segni della sua differenza, ma cercare di ritrovarvi una base di umanità, una creazione specifica. […]

“Non dobbiamo decidere al posto loro. Non dobbiamo spingerci fino a imporre loro di conservare una volta per tutte, nei nostri confronti, il grado massimo di differenza: si tratterebbe di una forma appena mascherata di rifiuto della loro presenza e della loro libertà, un modo fittizio di rispettarli chiudendoli nell’immobilità di un ghetto culturale e sociale. Non dobbiamo nemmeno obbligarli a entrare nello stampo dei nostri conformismi, imporre loro di imitarci in tutto: sarebbe negare il valore della loro eredità e della loro alterità. Dobbiamo soltanto inventare assieme a loro una “cultura al plurale”, offrire loro una pluralità di percorsi misti, diversi, mutevoli, costantemente riadattati. La varietà di questi percorsi, la diversità dei prestiti e dei collage suscitati da tale pluralità, i meticciati culturali che metterà in atto, avranno effetti benefici. Arricchiranno la nostra cultura: un paese con una popolazione sempre più vecchia è tentato dal ripiegarsi, come intirizzito, su se stesso e sulle proprie certezze.”

“I “valori” svuotati, ai quali non si crede più, diventeranno una retorica, divisa di apparato per una solidarietà (o una complicità?) tra interessi particolari. Le grandi parole come “libertà”, “nazione” o “democrazia” finiranno per nascondere unicamente il cadavere di ciò che designavano. O, meglio, finiranno per funzionare come un linguaggio figuratoper un’altra cosa, che ognuno comprenderà assai bene e sulla quale ci si intenderà da lì in poi: “Arricchiamoci”. Questo nuovo accordo avrà come vocabolario l’automobile, il frigorifero, la televisione, cioè tutti i “segni” dell’arricchimento privato.”

[Da “Proposte”, in : “La presa della parola e altri scritti politici”, (1983) , pp.184 e 185 e “Autorità cristiane e strutture sociali” in : “Debolezza del credere” (1987), p. 73]

Per Parigi in lutto

L’immenso odio cieco che ha provocato le uccisioni atroci di tanti uomini e donne a Parigi nella notte del 13 novembre 2015 nasce da un’altrettanto abnorme cecità nei confronti di tutto ciò che appare differente rispetto a una monolitica e omogenea visione di umano in quanto identico. Vogliamo commemorare quelle morti riportando alcune frasi scritte da Michel de Certeau per esaltare le differenze.

Ciò che è differente ci minaccia. Perciò facciamo di tutto per cancellarne le tracce. Gli altri, la morte, Dio: tutto ciò che designa una rottura dev’essere sfumato. Per essere identici a noi stessi, ci è necessario ricondurre a noi e ridurre a somiglianza ogni dissomiglianza.

Reazioni a catena tendono a camuffare l’alterità man mano che questa emerge nel campo dell’esperienza.

Alle rimozioni che escludono dalla comunicazione le tensioni tra uomini o all’interno dell’uomo (e che, per ciò stesso, scalzano il fondamento di ogni riconoscimento reciproco), all’immediatismo che sollecita la riconciliazione ma rifiuta di accettarne le condizioni e i rischi, alle concordie a basso prezzo che, eludendo le difficoltà, non si accontentano di annullare la fede ma la annacquano in buoni sentimenti, bisogna opporre risolutamente un’apologia della differenza.

[…]

L’omogeneità è sempre e soltanto un’utopia. […] Certo, là dove non c’è unione, la differenza è inerte; essa non è più il fermento del senso. Ma l’unione diventa sterile e insignificante, se non rinasce più dalla differenza che la mette in questione.

da Apologia della differenza (1968)

 

[…] ciascuno di noi non può vivere senza ciò che ignoriamo, senza un al-di-là di noi stessi che noi non conosciamo più, o non ancora, o che non conosceremo mai. Nell’itinerario o nell’incoerenza di ogni esperienza personale, ogni istante di verità – esperienza affettiva, delucidazione intellettuale, incontro con qualcuno – perderebbe il suo significato se non fosse ricollegato ad altri e in definitiva all’Altro. Non ha senso se non nella misura in cui è inconcepibile senza altri momenti, senza altri incontri.

da L’esperienza spirituale (1970)

 

Michel de Certeau. Praticare la pluralità

Convegno del 18 maggio 2015 organizzato da Prendere la Parola

Il nostro incontro del 18 maggio presso il Centro San Luigi a Roma intitolato Michel de Certeau: praticare la pluralità ha avuto più una soddisfazione. Il contatto con studiosi e appassionato di Certeau provenienti da più parti d’Italia, la partecipazione di ospiti quali Luce Giard, Olivier Mongin, François Dosse, e alla tavola rotonda di Jacques Fillion (Sherbrooke) e di Juan Diego Gonzalez Sanz (Huelva) hanno dato alla giornata un respiro plurale e internazionale. Nonostante il clima afoso la sala è sempre stata piena con ospiti venuti anche da fuori Roma e un’atmosfera di raccoglimento e attenzione che ha accompagnato tutto il tempo del convegno. Un tempo di ascolto ma anche un tempo di nuovi incontri e conoscenze.

Lasciamo a disposizione una piccola raccolta di foto dell’esperienza per quanti hanno partecipato e per i curiosi. E, di seguito, raccogliamo, man mano che ci arrivano, le risonanze dell’esperienza.

Un grazie speciale a tutti coloro che hanno contribuito a rendere la giornata del 18 maggio un’esperienza indimenticabile e un’occasione preziosa per la promozione e la diffusione del pensiero di Michel de Certeau.

27 maggio 2015. Questo è stato il terzo incontro su Certeau che ho contribuito a organizzare. I primi due a Urbino (nel 2003 e nel 2006). A distanza di tanti anni da quegli altri, ho potuto misurare quanto lavoro è stato fatto per tradurre e far conoscere l’opera certiana in Italia. Lunedì 18 maggio, nella sede del Centre St.Louis, ho avuto la sensazione di veder finalmente coronato un grande desiderio. Con il vantaggio che questa volta facevo parte di un gruppo, assieme al quale avevamo anche costruito una pagina web assai attiva. Cosa mi è piaciuto di più della giornata al Centre St.Louis? Il clima diffuso di grande concentrazione in mezzo alla strada.

Era come stare in vetrina su un angolo del vecchio centro di Roma: piccoli cortei di turisti che passavano accanto, qualcuno sfrecciava in bicicletta, gente che là fuori parlava in molte lingue diverse di cui giungevano ogni tanto parole sparse, il caldo eccessivo prematuro per la stagione, qualcuno si avvicinava per guardare incuriosito cosa succedeva dietro il vetro e si schermava gli occhi con la mano. E noi lì dentro che volevamo aprirci anche alla strada e a quelli di fuori. Penso che ci siamo proprio riusciti.
Grazie a tutti

Paola Di Cori

 

Devo riconoscere che l’atmosfera che si respirava nella sala del Centro San Luigi quel lunedì, nonostante il caldo che cresceva di ora in ora, era contraddistinta dall’attenzione e dalla serietà che ogni partecipante ha manifestato nel seguire i diversi interventi proposti. Abbiamo avuto la gioia di poter ospitare tutti i convenuti al convegno per il buffet del pranzo, cosa che ha permesso lo scambio informale, le nuove conoscenze e l’intreccio di nuovi contatti. Anche il rivedere volti conosciuti con cui si è condiviso tratti di percorsi passati è stato piacevole e ha dato occasione di rinnovare amicizia e collaborazione. Speriamo di vedere presto la raccolta degli Atti di questa giornata di studio e di relazione.

Edoardo Prandi

Il viaggio: La ricerca di sé e degli altri. Certeau legge Favre

 

La rivista Leussein ospita un approfndimento sul Mémorial di Pierre Favre a cura di Prendere la Parola

 

La rivista di studi umanistici Leussein strumento di divulgazione dell’Associazione Leusso ha accolto nel volume n. 3/2014 di prossima pubblicazione gli articoli del Dossier Favre, riproposti in una veste nuova. La raccolta avrà un nuovo titolo Il viaggio: la ricerca di sé e degli altri. Certeau legge Favre. La pubblicazione è il frutto della stretta collaborazione tra Paola Di Cori e Gianluca Sacco, membri rispettivamente del gruppo Prendere la Parola e dell’Ass. Leusso. In realtà sono ormai alcuni anni che la collaborazione tra il gruppo di studi certiani e l’associazione Leusso ha dato vita a diverse iniziative svoltesi tutte presso la sede dell’Associazione Leusso in viale Regina Margherita in Roma. Salutiamo con gioia l’approssimarsi di questo nuovo evento del numero dedicato a Certeau studioso di Favre come un’ulteriore conferma di un fecondo sodalizio.

“Michel de Certeau: praticare la pluralità” – Il Convegno in occasione del 90° della nascita (17/5/1925) organizzato dal gruppo Prendere la Parola e dal Centre St. Louis de France di Roma con la collaborazione di Ed. Artemide

In occasione del 90° della nascita di Michel de Certeau il gruppo Prendere la Parola ha organizzato grazie all’ospitalità con l’Institut Français Centre St. Louis de France e alla collaborazione con l’editore Artemide di Roma il Convegno Michel de Certeau: praticare la pluralità. Tale iniziativa ha il proposito di mostrare l’attualità della ricerca certiana anche a un pubblico di non addetti ai lavori al fine di mostrarne, nella sua complessità, la forza profetica e la lucidità d’analisi della società contemporanea. “La pluralità – al centro del suo percorso umano, spirituale e intellettuale – è certamente tra gli aspetti più indicati a stimolare l’interesse nei confronti di uno studioso affascinato dal turbinio creativo presente nelle culture e dai suoi effetti, disseminati ovunque nella vita quotidiana. Questa giornata di studi si propone di mostrare da un lato i tanti modi in cui Certeau ha esplorato e articolato la pluralità attraversando discipline diverse, dalla storiografia alla semiotica, dall’antropologia alla psicoanalisi e alla teologia; dall’altro di interrogarsi sulla maniera plurale in cui la sua opera si lascia attraversare, suscitando nuove direzioni di indagine e di ricerca, svelandosi come uno straordinario strumento euristico per problematizzare il presente.” (dall’introduzione al Programma). Il Convegno si svolgerà presso il Centro St. Louis il 18 maggio dalle ore 10 alle ore 19 (prevista pausa pranzo). Gli interventi dei relatori saranno in lingua italiana e francesce senza traduzione.

Presentazione del libro di Diana Napoli Michel de Certeau. Lo storico “smarrito” alla libreria Koob venerdì 16 gennaio

Siamo tutti invitati a partecipare alla presentazione del libro di Diana Napoli, Michel de Certeau. Lo storico “smarrito” presso la libreria Koob il 16 gennaio. A dialogare con l’autrice ci saranno Paola Di Cori e il filosofo Marcello Mustè.

Presentazione del libro di Diana Napoli Michel de Certeau. Lo storico “smarrito” alla libreria Koob venerdì 16 gennaio

Siamo tutti invitati a partecipare alla presentazione del libro di Diana Napoli, Michel de Certeau. Lo storico “smarrito” presso la libreria Koob il 16 gennaio. A dialogare con l’autrice ci saranno Paola Di Cori e il filosofo Marcello Mustè.