Per gli appassionati studiosi, metto qui, a disposizione, le cose che vado scoprendo qua e là di questo poliedrico autore che è ancora capace di suscitare speranza con le sue pagine nel contesto culturale di oggi. In realtà, a parlare, in questo caso è il suo maestro di teologia, padre Henri de Lubac sj, il grande teologo del Vaticano II.
Rovistando nei volumi dei Quaderni del Concilio di Henri de Lubac, ho trovato delle pagine in cui il grande teologo dell’Esegesi Medievale parla del suo “discepolo” in un momento storico antecedente la rottura tra i due – ricordiamoci che le pagine più aspre di de Lubac su Certeau si troveranno ne La posterità di Gioacchino di Fiore in cui il primo accuserà il secondo di aver promosso questo pensiero a danno dell’ecclesiologia – per maggiori approfondimenti rinvio volentieri al recente studio di C. Alvarez, Henri de Lubac et Michel de Certeau: Le débat entre théologie et sciences humaines au regard de la mystique et de l’histoire (1940-1986).
Il primo riferimento è a p. 450, in cui de Lubac annota così: “21 gennaio 1963 – Saint-Pierre d’Albigny (Visitatio). Chambéry (Pensionato St Ambroise). Visita ai genitori di p. de Certeau”. Il testo continua con altri argomenti. Un piccolo indizio del rapporto cordiale e affettuoso che padre de Lubac allargava a tutta la famiglia del compagno gesuita.
L’altro riferimento è a p. 873 ed è di poco più di due anni dopo: “Martedì 2 novembre 1965. […] Lettera a p. Michel de Certeau, a proposito del suo progetto di un articolo su H. Bremond (La Métaphysique des Saints)”. In questo caso si nota, da poche righe, come padre de Lubac seguisse con affetto e interesse i lavori di Certeau in quegli anni in cui questi era ancora alle prese con i lavori di storia della spiritualità – le pubblicazioni su Bremond, tra le altre, saranno più di una.
Indizi sparsi di una storia dei rapporti tra giganti del pensiero cristiano occidentale che aprono scorci e ci aiutano a capire più a fondo il travaglio di un percorso fatto di idee e di amicizie vissute.


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